Si è conclusa un’edizione di POETICÔNI che porteremo nel cuore a lungo. Domenica 1 febbraio è stata una giornata di ritorno alla terra, all’ascolto e alla forza della parola che non conosce barriere.
Siamo partiti con il “risveglio poetico” di Nerosubianco: tra teatro e ironia, le voci di Maria Silvia Caffari e Carlo Carlotto ci hanno ricordato quanto incanto si nasconda nel quotidiano. Subito dopo, ci siamo spostati nel @parcofluvialegessostura per OLTREACQUA: un cammino fra parole e silenzi con Emiliano Cribari, dove il ritmo dei passi si è fuso con quello del fiume. Grazie a PIERH2O
Nel pomeriggio, il festival ha esplorato i confini più profondi dell’umano. Con OLTREABILI, Federico De Giorgi ed Enrico Salvagno ci hanno mostrato come la poesia sia capace di scavalcare ogni limite fisico, mentre le voci di OLTREDONNA hanno tracciato nuove geografie dell’identità.
E infine, il gran finale: OLTREPAROLA. Un rito sonoro ipnotico dove le parole boscose di Emiliano Cribari e le sonorità arcaiche di Muni sono diventate un’unica materia selvatica. Un amalgama di preghiere e suoni che ha trasformato l’Open Baladin in un paesaggio sacro.
Grazie a tutti voi per aver condiviso questo viaggio nell’OLTRE. La poesia a Cuneo ha trovato una casa bellissima: la vostra attenzione.